Numero Verde Amico degli Anziani
Il progetto "Bugia Nen", conclusosi nel 2024 dopo un anno di attività nella Valli Vermenagna e Gesso, ha dimostrato che è possibile sostenere gli anziani fragili al proprio domicilio, garantendo loro una vita di qualità. Realizzato con il contributo di Fondazione CRC e attuato da Cooperativa Sociale GE.S.A.C., insieme alle ACLI Cuneo, all’Associazione Case di Riposo Pubbliche e Private, Fondazione WellFARE Impact e Associazione AVOCA, ha lavorato su diversi fronti per creare un modello integrato di presa in carico degli anziani in un’ottica di sviluppo di Community Care.
Il progetto ha affrontato il tema della salute come ricerca di uno stato di benessere psicofisico e sociale, sperimentando tecnologie assistive per migliorare l’erogazione di servizi e monitorare a distanza gli anziani. Grazie al sostegno di un’equipe multidisciplinare e alla rete di partner, è stato possibile implementare soluzioni innovative.
La RSA Don Parola di Robilante ha rappresentato il cuore del progetto, una struttura aperta al territorio e innovativa per il modello lavorativo proposto, proponendo un vero cambio di paradigma culturale e operativo, che vede i bisogni dell’ospite al centro dell’organizzazione della residenza stessa, per arrivare agli anziani del territorio.
Le progettualità messe in campo dalla Cooperativa Sociale GE.S.A.C sono state monitorate e valutate con una metodologia quali-quantitativa. Attraverso interviste, focus-group e questionari, è stato possibile cogliere il punto di vista della progettualità e i possibili sviluppi futuri.
Il progetto ha introdotto nuove figure di riferimento per un invecchiamento complesso, come il Direttore di RSA del futuro e l’Operatore Itinerante, che lavorano in rete valorizzando le risorse locali per conoscere i bisogni emergenti della vallata e fornire un servizio adeguato e personalizzato.
Per Bugia Nen sono stati utilizzati dispositivi come orologi per il monitoraggio a distanza, tappeti modulari, sollevatori a soffitto e misuratori dell’equilibrio, che hanno permesso l’efficientamento e il miglioramento del lavoro del fisioterapista per la riabilitazione al passo.
Il progetto ha reso la comunità consapevole attraverso l’impiego di sentinelle di comunità, persone chiave all’interno del territorio che possono dare un supporto concreto al riconoscimento dei bisogni delle persone anziane fragili.
Il marchio Qualità e Benessere (Q&B) mette in risalto i punti di forza e le criticità del servizio, degli operatori e dei processi organizzativi, spingendo al miglioramento e alla valorizzazione della struttura. La misurabilità del grado di benessere degli anziani rafforza il senso di responsabilità degli operatori a tutti i livelli.
Il modello sviluppato dal progetto Bugia Nen ha insomma sviluppato punto di riferimento per il futuro. Il modello integrato di presa in carico degli anziani può essere replicato in altre comunità, adattandosi alle specifiche esigenze locali e valorizzando le risorse disponibili. L'uso di tecnologie assistive e la formazione di personale specializzato garantiscono una gestione più efficiente e sostenibile dei servizi per gli anziani. La creazione di una rete di supporto comunitario favorisce l'inclusione sociale e la coesione, migliorando il benessere psicofisico degli anziani e riducendo il senso di isolamento. L'introduzione di nuove figure professionali e l'uso di tecnologie avanzate rappresentano un cambio di paradigma nella gestione dei servizi per gli anziani, promuovendo un approccio più personalizzato e umano. I risultati del progetto sottolineano infine la necessità di un cambio di passo nelle politiche pubbliche, evidenziando l'importanza di investire in modelli di cura integrati e sostenibili per affrontare le sfide dell'invecchiamento della popolazione.
Bugia Nen rappresenta infine un esempio di come la tecnologia e la collaborazione comunitaria possano migliorare la qualità della vita degli anziani fragili, creando un modello di cura integrato e sostenibile, utile per il futuro delle politiche sociali e sanitarie.
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